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giovedì 20 settembre 2012

Scuola Americana: rabbia e orgoglio...

...Non si tratta di Oriana Fallaci, ma tutt'altro: una reazione di chi vuole rimboccarsi le maniche e ripartire. Visitare la scuola americana a Tunisi in questi giorni e' come passare attraverso una tempesta emozionale, ad iniziare da un enorme rabbia di fronte a immagini come queste. Si tratta proprio della classe di nostro figlio, prima elementare. Come si vede nulla e' rimasto, materiale didattico all'avanguardia, disegni dei bambini, giochi, lavagne, sedie. Tutto e' andato in fumo. Perche' fare cio' a dei piccoli? A stento si trattengono le lacrime, molti genitori non resistono, come una mamma Tunisina di un ragazzo nostro compagno alla cui tristezza si accompagna la vergogna. Si rivolge a me, quasi per scusarsi "non e' questo l'Islam - mi dice - non e' questa la Tunisia". Ne siamo convinti anche noi.

A pochi passi dalla classe bruciata, c'e' una grande mobilizzazione di genitori accorsi qui per salvare il salvabile, sistemare in fretta. Si gioca infatti una partita importante. La scuola ha lanciato un appello a non scoraggiarsi e a "stand united ". Bisogna ricorstruire rapidamente la scuola. Con orgoglio la comunita' della scuola e dei genitori non vuole permettere ad un gruppo di violenti di alterare la propria quotidianita', negare lo studio ai piccoli. E' una corsa contro il tempo dalla forte valenza emozionale e personale, ma anche politica. E' la voglia di non darsi vinti, di non cedere a chi vuole creare instabilita' nel paese. La scuola riaprira' lunedi prossimo, almeno per le sezioni dei piu grandi (la sezione dei piu piccoli, la piu' danneggata, riaprira' la settimana successiva).
La cosa piu' agghiaggiante e' sapere che l'attacco era stato ben pianificato. Gli aggressori sapevano come tagliare il circuito di telecamere, dove era situato l'ufficio del capo sicurezza e si sono presentati con taniche di cherosene.
Ora la scuola e' circondata da carri armati, pompieri e polizia, ...uno di questi ha dimenticato una pistola incustodita nel campus mentre usufruiva del bagno.
diciamolo chiaramente: ma a chi stiamo affidando le vite dei nostri figli?
Domani e' venerdi', e' stato emanato ufficialmente il divieto a manifestare.... Cosa accadra'?
Possiamo solo dire inshallah la bes (in romanaccio: ke Dio ce la mandi booona)

domenica 27 novembre 2011

Tunisia: Aggiornamento della settimana 20- 27 Novembre

Situazione politica L'Assemblea Costituente tunisino ha tenuto il suo primo giorno di lavoro Martedì 22 novembre e Ben Jaafar (segretario generale del Partito Ettakatol) è stato eletto Presidente dell'Assemblea. Un accordo tra i tre principali partiti è inoltre concluso, che prevede la nomina del Sig. Marzouki (CPR), come Presidente della Repubblica, e il Hamadi Jebali (Ennahda) come Primo Ministro. La negoziazioni sulle nomine dei ministri procederanno tutta la prossima settimana e si dovranno concludere il 2 Dicembre.

Situazione economica La Banca Centrale tunisina ha esaminato l'impatto della crisi del debito sovrano nei paesi dell'area dell'euro e il suo impatto negativo sulle relazioni economiche con la Tunisia. Ha notato, a questo proposito, la continua pressione sulle attività economiche, in particolare, il ritmo lento di crescita, il rallentamento delle esportazioni, il calo delle entrate turistiche e la contrazione sia degli investimenti nazionali ed esteri. Il Consiglio di Amministrazione della Banca centrale ha deciso di mantenere invariato il tasso di interesse della Banca Centrale di Tunisia e raccomanda di monitorare l'evoluzione della crisi finanziaria in Europa e il suo impatto sull'economia tunisina tanto più che diversi indicatori riflettono la fragilità della situazione economica in Tunisia.

Sicurezza A seguito delle violenze che si sono verificate nelle regioni di Gafsa e Kasserine, è stato dichiarato il coprifuoco per ambedue le regioni. Il coprifuoco rimane in vigore fino a nuovo ordine. A Gafsa questa decisione arriva dopo le violenze scoppiate nella notte da Mercoledì 23 a Giovedi contro stazioni di polizia e la guardia nazionale e le infrastrutture della Società fosfati di Gafsa, in segno di protesta contro i risultati dei concorsi detenute dalla società.

martedì 6 settembre 2011

Tunisia: ancora sangue e coprifuoco

L'apparente calma di Cartagine viene disturbata per la terzo giorno consecutivo dagli SMS dell'unita' di crisi italiana: Coprifuoco serale a Sbeitla e a Douz, due note destinazioni tursitiche al centro-sud del paese. Da ieri, anche Metlaoui, citta' del bacino minerario di Gafsa (vedi mappa) e' sotto coprifuoco serale. Il bilancio del weekend e' di 2 morti e vari feriti. "Dopo la rivoluzione le cose sono peggiorate" - ci aveva commentato un cameriere di Korba questo weekend, riferendosi alla situazione della sicurezza. E' contento della fuga di Ben Ali, "ma il paese e' allo sbando". E' difficile anche da qui, capire le cause di queste violenze. Secondo Rabih "e' la mano di Ben Ali, che semina terrore in modo tale da mostrare che prima almeno il paese era calmo" - una strategia altamente pericolosa, ma che sembrerebbe portare i frutti. Molti puntano sull'assenza di controllo del territorio puntando il dito sula polizia, che - in buona parte screditata dopo esser stata per un ventennio il braccio operativo di controllo di Ben Ali - appare oggi allo sbando. Oggi ci si attende una protesta del corpo di polizia a Avenue Bourghiba, rivendicando salari piu' alti e trattamento piu "equo" nei processi contro i crimini commessi dalla polizia durante la rivoluzione. Per ora il Nord del paese continua in una calma apparente. Si continua ad andare al mare, a discutere di politica e andare ai caffe', ma dal Sud - dove tra l'altro e' nata la rivoluzione - la realta' e' quanto mai tesa.


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