“Gli Italiani di Cartagine” è il nome datoci dai nostri vicini nelle giornate in cui il popolo tunisino proteggeva se stesso e chiunque fosse loro vicino - compresi la nostra famiglia- dalle milizie di Ben Ali. Italiani di cartagine e' oggi uno spazio libero per raccontare la "nuova" Tunisia attraverso gli occhi un gruppo di amici italiani residenti e impegnati in Tunisia e non solo, uno spazio di denuncia e riflessione su fatti che stanno cambiando il mediterraneo.
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domenica 13 gennaio 2013
14 Gennaio tra amarezza e nuove paure
Domani si celebra in tutto il paese il secondo anniversario dalla rivolta che a messo fine alla dittatura di Ben Ali e ha dato inizio alla cosiddetta primavera araba. Dopo soi 24 mesi da questo momento storico, piena di fervori e nuove speranze, il sentimento generale che si cattura e' quello di un passaggio a un sentimento di malinconia, sospetto, sdegno nei confronti di una "rivolta - ci tengono a precisare ormai in molti - non una rivoluzione". Una rivoluzione porta ad un nuovo ordine, oggi la Tunisia e' per lo piu' in una transizione o in un nuovo "disordine". "Perche' festeggiare domani? - ci chiede il panettiere di Carthage - domani a festeggiare sara solo il governo. Non sono certo loro (con chiaro riferimento Ennhada, il partito islamico al governo) ad aver fatto la rivoluzione. Sono i giovani e i poveri dell'interiore del paese! Per questa gente nulla e' cambiato". Nulla e' cambiato, e' la frase che piu si ascolta tra le strade di Tunisi. Anzi molto parlano di cambiamenti in peggio. L'idea di un "inverno islamico dopo la primavera" e diventato un tormentone e un immagine molto chiara delle nuove paure. E il tema della paura, di cui tanto avevamo parlato sul nostro libro descrivendone come la sua fine sia stato il vero motore della rivoluzione, si riaffaccia oggi come tema portante del dibatto tunisino. Paura di una islamizzazione, paura di un ritorno ad un partito-stato onnipresente, paura di un futuro sempre piu' incerto, paura di perdere le nuove liberta' acquisite, paura anche si scendere su Avenue Bourghiba, per assistere ad una celebrazione che si presenta non priva di rischi in termini di sicurezza pubblica. Quanto siamo lontani dai 50-100,000 persone che 2 anni fa scesero rischiando tutto e tutti, pieni di coraggio e speranze per un futuro migliore.
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sabato 12 gennaio 2013
Souk Attanmia ripartire con i giovani e l'innovazione
Costruire un nuovo paese basato sulle idee dei giovani e sulla valorizzazione dello spirito imprenditoriale, in una nuova Tunisia post-rivoluzionaria: è questo il tema dell’evento che si terrà il 10 gennaio 2013 alla Cité des Sciences di Tunisi. Luogo simbolo della gioventù tunisina, si trasforma oggi nel palcoscenico sul quale verrannno premiati 71 giovani che sono riusciti ad emergere con delle idee innovative.
Vengono con le loro speranze, sono giovani, per la maggior parte disoccupati, rappresentanto il caleidoscopio della nuova Tunisia che emerge dalla rivolta che due anni fa ha messo fine alla dittatura di Ben Ali, oggi liberi dalle pressioni e dalle influenze del vecchio regime. “Una dittatura che reprimeva non solo le libertà individuali, ma anche l’iniziativa economica libera” dichiara Douja Gharbi, imprenditrice e Vice Presidente di CONECT, una’associazione patronale nata dopo la rivoluzione e partner dell’iniziativa, oggi libera di esprimere il suo potenziale.
Per sostenere la realizzazione di questo progetto, unico nel suo genere in tutta l’Africa, venti partners, a partire dalla Banca Africana di Sviluppo, passando alla società civile, al mondo associativo, ma anche alle grandi imprese come Microsoft, Total, Tunisiana, terminando con i classici dello sviluppo, le Nazioni Unite (FAO, ILO, UNIDO, OIM), si sono lanciati in questo programma che offre non solo finanziamento ma anche accompagnamento per un anno. L’iniziativa Souk Attanmia si è dimostrata unica nella sua capacità di costruire una nuova forma di cooperazione tra partners pubblici e privati, e di creare un network che permette ai promotori di espandere i propri orizzonti, di entrare in contatto con organizzazioni internazionali e grandi imprese.
Tra i partners, nessun logo italiano. Tuttavia, gli italiani non mancano: Monica Carco, rappresentante residente dell'UNIDO (organizzazione specializzata nello sviluppo industriale) a Tunisi; Lorena Lando, rappresentante dell’organizzazione mondiale per le migrazioni (OIM). Italiano è anche il coordinatore dell’iniziativa, Emanuele Santi, economista incaricato della Tunisia presso la Banca Africana di Sviluppo. “Oggi la Tunisia ha bisogno di un rilancio economico per riuscire nella transizione politica” afferma, “ed attraverso questo iniziativa vogliamo mostrare che il paese ha il talento necessario per ripartire”. Fughe di cervelli o menti prestate alla cooperazione, queste voci italiane portano con sé la creatività e l’innovazione made in Italy.
È con questo spirito che alla Cité des Sciences salgono sul palco questi nuovi talenti, emersi tra circa 2.000 candidati con un'idea imprenditoriale, un progetto definito o un sogno nel cassetto. Chiunque necessitasse di una somma compresa fra i 5.000 ed i 15.000 Euro ha potuto ricevere un dono per cominciare la propria attività; per cifre superiori è stata facilitata la procedura di richiesta di un prestito, presso istituti di credito, utilizzando questo fondo come garanzia. La commissione di valutatori era composta da rappresentanti di ogni partner: “Tutti hanno contribuito a sviluppare l'idea” spiega Monica Carco, “e ogni partner contribuirá alla sua esecuzione a seconda del proprio settore di competenza”. Sarà Microsoft ad esempio a fare il coaching dei progetti nel settore informatico, mentre la FAO seguirà i progetti agricoli, Total i progetti ambientali ed energetici, etc.
Quello che finora colpisce di più, comunque, è l'enorme partecipazione della società civile, e soprattutto di quelle fasce della popolazione più svantaggiate, vero obiettivo del progetto. I giovani fra i 18 e i 34 anni rappresentano il 54% dei beneficiari, le donne sono un terzo dei candidati selezionati.
“Questi progetti faranno la differenza” spiega Federica Ricaldi, ultima firma italiana del team Soukattanmia, “grazie all’effetto leva, con 1 milione di Euro di sovvenzione, sono stati mobilitati circa 2 milioni addizionali, per un finanziamento totale di 3 volte la cifra iniziale”.
Non si vuole certo elogiare un progetto pilota che deve ancora dare i suoi risultati concreti, ma guardando alla passione e alla creatività con cui viene portata avanti, giorno per giorno, possiamo affermare che a qualche giorno dal secondo anniversario della rivoluzione verrà lanciato un segnale forte ad un paese che e’ ad un bivio storico. Costruire dal basso è possibile, e speriamo, insieme a questi 71 giovani, che il Souk At-tanmia lo dimostrerà a tutti noi.
A proposito del Souk At-tanmia : frutto di un partenariato pilota fra 20 rappresentanti delle organizzazioni pubbliche, delle imprese private, e della società civile, Souk At-tanmia consiste nell’identificazione, nel finanziamento, nell’accompagnamento dei progetti che mettono in valore i talenti, l’innovazione e lo spirito d’impresa al fine di creare impiego e reddito in tutte le regioni della Tunisia.
I partners : Banca Africana di Sviluppo (AfDB), Banca per il finanziamento delle Piccole e Medie Imprese (BFPME), l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), il British Council in Tunisia, la Banca tunisina di solidarietá (BTS), il Centro dei Giovani Dirigenti d’Impresa (CJD), Confederazione delle Imprese cittadine in Tunisia (CONECT), il il Dipartimento di Sviuppo Internazionale inglese (DFID), l’Ambasciata degli Stati Uniti d’America, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’agricoltura e (FAO), Microsoft, Business School mediterranea (MSB), l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), il programma delle Nazioni Unite industriale (ONUDI),il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (PNUD), Talan Tunisia, Total Tunisia, l’Associazione Touensa, Tunisiana.
www.soukattanmia.org
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martedì 24 luglio 2012
Non Ho piu Paura compie un anno
Da queste stesse pagine da cui e’ nato il libro, scriviamo un GRAZIE a tutti coloro che ci hanno fatto vivere queste emozioni, e che lo fanno tutt’ora, rendendo questo un libro un opera collettiva, viva che continua a parlare e a creare ponti. A un anno dalla sua stampa, « non ho piu’ paura » non sara' diventato un bestseller, ne ci ha reso famosi, ma ci ha regalato emozioni impagabili, nuove amicizie e ci ha resi protagonisti di un avvicinamento tra tra paesi e persone che per un momento non avevano né una frontiera né un mare a separarli.
| La mamma di Bouaziz, nella sua casa |
Non ho piu paura, il libro/ diario degli italiani di cartagine sulla rivoluzione tunisina compie un anno dalla sua publicazione. Nato da queste stesse pagine e aricchitosi di interviste di giornalisti, bloggers, familiari di martiri, artisti e uomini e donne comuni, il libro è stato in realtà un viaggio di scoperta nelle cause profonde della rivolta, ricercate attraverso testimonianze dirette, riflessioni e impressioni a caldo prese nei giorni immediamente successivi alle 30 storiche giornate che hanno cambiato la storia della Tunisia, e arricchito dalle esperienze personali di una familia a due passi dal palazzo presidenziale. E’ stato un viaggio alla scoperta per noi stesso, fatto di varie tappe decisive, come la visita a Sidi Bousid il 1 febbraio 2011, l’incontro con la famiglia di Bouazizi, nella loro umile dimora, le lacrime gli occhi azzurri dell’anziana madre del martire, la dignita’ e l’orgoglio degli abitanti di Sidi Bousid, fieri di poter accogliere e raccontare la propria realta’ ai primi stranieri in visita, pronti ad a sfoggiare la memoria fresca di chi riusciva a scandire ogni minuto di quei tragici momenti in cui l’ambulante tunisino si e’ stato fuoco dando vita alla rivolta. E’ stato un viaggio che ci ha portato a scoprire le potenzialita’ di un paese e la dinamicita’ di una gioventu, come attraverso l’intervista del panettiere di Kasserine, avvenuta via skype, raccontandoci tappa per tappa gli eventi delle stragi compiute in quella citta’ facendoci navigare nel suo computer su google earth. E’ un viaggio fatte di interviste, dove le lacrime stentavano a non uscire, come quella della famiglia del martire di Hammamet, o i brividi di fronte a chi come Mourad Ben Cheick ci raccontava le emozioni della scoperta dei microfoni nascosti nel suo appartamento o le lascime del poliziotto che si e trovato a confrontare a Avenue Boughiba naso contro naso. E’ un viaggio che ha conosciuto dei momenti di grande visibilita’ ed entusiasmo, come le apparizioni su Sky, ospiti due volte di Pola Saluzzi, varie presentazioni, ma anche delusioni sugli alti e bassi delle apparizioni sui distratti mezzi di comunicazione italiani, la mancata distribuzione e la scarsa visibilita’ spesso regisrata in alcune librerie. Un libro che si e’ arricchito da una comunita’ di tante mani, nuovi amici, scrittori, artisti, ragazzi e ragazze che a vario modo hanno conrtibuito alla stesura di questo libro, con racconti, commenti e semplici incoraggiamenti, come i vari posts ricevuti sulla nostra fan page, uno piu di tutti quello di una tunisina residente in Italia da anni, che ci ha ringraziato dicendosi che « solo le lacrime riuscivano a frenare la lettura del libro ». Libro divorato dunque, soprattutto per chi con quelle pagine ha voluto rivivere quello che non ha potuto, vittime spesso di una migrazione « forzata » dalla ricerca di un futuro migliore, da una residenza in un paese non proprio, vite e realta’ distanti, che in quel momento, in quei giorni sabbiamo sentito quanto mai vicine.
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| Presentazione a Roma con L. Borsatti, F. Bellino e A.Hafiene |
domenica 30 ottobre 2011
Halloween e i spettri del passato....ma la festa continua
In questo fine settimana una buona parte della comunita' internazionale degli espatriati ha festeggiato a varie riprese la profana festa di Halloween. Il venerdi pomeriggio, presso la scuola americana di Tunisi, folle di bambini schiamazzavano vestiti da mostri, pipistrelli, streghe e quant'altro, ricorrendo le caramelle del famoso "trick and treat". Il Sabato e' stato il turno dell'ambasciata dove si e' continuato con il gioco delle immagini spettrali dove si mischia la paura innocente dei bambini e il sorriso dei grandi. Tracciare il parallelo con quello che e' successo qualche ora prima a Sidi Bousid dove il seguito all'annuncio dei risultati elettorali, folle impazzite hanno dato fuoco alle sedi governative e alla sede del partito Ennhada e' forse un azzardo. Eppure proprio di spettri e di streghe del passato si e' parlato. A detta di alcuni giornalisti che si trovavano sul posto nel momento degli incendi, questi sarebbero avvenuti qualche secondo dopo l'annuncio dei risultai, come se fosse stato tutto premeditato. Nessuno amerebbe vedere i propri voti annullati, ma sicuramente la reazione e' stata quanto mai forte. Chi c'era dietro gli scontri? A seconda di Ennhada e di molti osservatori, sarebbe stato l'RCD, in quello che oggi sulla Presse, si definiva l'ultimo spasmo degli orfani della dittatura. Tra gli spettri del passato non vi e' solo l'RCD, ma quella paura dell'Islam in tutte le sue forme, che ha dominato e distorto le "lenti di osservazione" di gran parte dell'occidente, pronta gia' a parlare di "inverno arabo", di dittature velate che si preparerebbero ad un avvento ineluttable, come denuncia questo bell'articolo. Come i bambini a fine serata, e' il caso di vincere le paure. Gli spettri del passato rimarranno sempre nel nostro immaginario, alcuni orfani della dittatura saranno sempre presenti e non mollerano facilmente, come ci sara' sempre chi continuera' a spingere la lotta fra civilta'. Ma per vincere dobbiamo resistere la tentazione di farsi prendere dalla paura. Come conclude l'articolo sulla Presse, il complotto e' fallito e la festa della democrazia continua. E per festeggiare aggiungiamo un video-show di Alessandro Rampazzo per ricordare la gloriosa giornalta del 23 ottobre.
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domenica 25 settembre 2011
Primavera araba: Il mea culpa dell'Italia FINALMENTE
Riportiamo un pezzo della nota stampa ANSA sull'intervento di Frattini. Magari e' ora di rimuovere dal sito del Minstero degli Esteri l'intervista della Craxi secondo cui Ben Ali "non aveva commesso nessun reato", visto che la posizione del governo appare cambiata.
RIVOLTE: FRATTINI, ABBIAMO TRASCURATO ASPETTATIVE VICINI SUD
INTERVENTO MINISTRO ESTERI A ASSEMBLEA GENERALE ONU
(ANSA) - NEW YORK, 24 SET - L' Italia come gli altri paesi occidentali ha prediletto partnership con regimi antidemocratici e trascurato le aspirazioni per diritti civili e politici della gente, ma '' la primavera araba ci ha ricordato che nessun leader politico puo' restare al potere a scapito del suo stesso popolo e che la cooperazione in nome di sicurezza e stabilita' non e' un' alternativa alla promozione della liberta''', lo ha sottolineato il ministro degli Esteri Franco Frattini nel suo discorso oggi a New York all' Assemble a Generale dell' Onu . '' Per decenni l' Italia ha enfatizzato la necessita' di eliminare la differenze, di condizioni socio economiche e di aspettative, tra la sponda nord del Mediterraneo e i nostri vicini della sponda sud . Nonostante questa visione, la tendenza e' stata di trascurare le aspirazioni per diritti civili e politici da parte della gente in Nord Africa e in Medio Oriente .'', ha sottolineato Frattini nell' intervento davanti a Palazzo di Vetro . '' L' approccio assunto dall' Italia e dagli altri paesi occidentali - compresi gli Stati Uniti'', ha aggiunto, '' e' stato di delineare partnership con regimi non democratici, dando la priorita' a sicurezza, cooperazione antiterrorismo e la questione dell' Immigrazione . Ma la primavera araba ci ha ricordato che nessun leader politico puo' restare al potere a scapito del suo stesso popolo . Ha confermato il principio che non ci puo' essere mediazione o compromesso quando si tratta dei diritti fondamentali . E ha mostrato che la cooperazione in nome di sicurezza e stabilita' non e' un' alternativa alla promozione della liberta',la crescita economica e democratica, la creazione di posti di lavoro'' .
Peccato che non se ne sia reso conto prima, eppure il 10 gennaio del 2011 tutto era gia' chiaro anche per lui eppure lo stesso ministro difese Ben Ali and Company a spada tratta come si leggeva qui....Come direbbero su questa sponda del Mediterraneo : Hambdullah! (Grazie a Dio)
Peccato che non se ne sia reso conto prima, eppure il 10 gennaio del 2011 tutto era gia' chiaro anche per lui eppure lo stesso ministro difese Ben Ali and Company a spada tratta come si leggeva qui....Come direbbero su questa sponda del Mediterraneo : Hambdullah! (Grazie a Dio)
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