A grande richiesta, "Non ho piu' Paura. Tunisi, Diario di Una rivoluzione" approda finalmente in Tunisia, dopo ,il successo in Italia . Primo libro italiano sulla rivoluzione a "sbarcare" nel paese della rivoluzione. Da oggi disponibile presso la libreria Farenheit (Carthage Dermeche) e alla libreria Al Kitab a Avenue Bourghiba (Tunis). Visitate anche il sito internet del libro, dove sono disponibili recensioni uscite in italia e anteprima: www.nonhopiupaura.com
“Gli Italiani di Cartagine” è il nome datoci dai nostri vicini nelle giornate in cui il popolo tunisino proteggeva se stesso e chiunque fosse loro vicino - compresi la nostra famiglia- dalle milizie di Ben Ali. Italiani di cartagine e' oggi uno spazio libero per raccontare la "nuova" Tunisia attraverso gli occhi un gruppo di amici italiani residenti e impegnati in Tunisia e non solo, uno spazio di denuncia e riflessione su fatti che stanno cambiando il mediterraneo.
venerdì 12 agosto 2011
mercoledì 10 agosto 2011
Tunisia: processo alla giustizia
Dopo il fronte dell'economia, messo seriamente in difficolta' dalla difficile ripresa e dall'impatto negativo della crisi libica, e' sulla giustizia che si gioca la partita piu difficile del governo di transizione. Nel giorno della ripresa del giudizio su Ben Ali, i riflettori dei Tunisini sono altrove sulle varie scarcerazioni di ex ministri e alla fuga degli uomini e donne del vecchio sistema, come il caso caso di Saida Agrebi, presidenze dell'associazione elle donne tunisine e donna molto vicina alla famiglia, che le autorita' aeroportuali sembra non siano state capaci di fermare. A detta del Ministero dell'Interno, il fax con l'interdizione a uscire dal paese sarebbe arrivato troppo tardi. C'e' amarezza tra la gente, c'e' il senso che la giustizia non stia facendo il proprio corso, e che ad esser processati dovrebbe essere la magistratura stessa. La blogsfera esplode in sostegno di nuovi eroi come Samir Feriani, incarcerato per aver rivelato alcuni segreti scomodi e per cui e' stata lanciata una petizione
per la sua liberazione. Secondo l'avvocato Naceur Aouni, il governo attuale non avrebbe fatto i cambiamenti necessari, come affermato in una conferenza stampa. "Nulla e' cambiato", dice Amal, 35 anni, "e se non si fa pulizia nell'ambito della magistratura, ci sara' la seconda rivoluzione".
per la sua liberazione. Secondo l'avvocato Naceur Aouni, il governo attuale non avrebbe fatto i cambiamenti necessari, come affermato in una conferenza stampa. "Nulla e' cambiato", dice Amal, 35 anni, "e se non si fa pulizia nell'ambito della magistratura, ci sara' la seconda rivoluzione".
sabato 6 agosto 2011
Turismo in Tunisia durante Ramadan? Si grazie
Molti lettori e amici continuano a chiederci come vanno le cose in Tunisia, se sia sicuro viaggiare per il paese e cosa puo' aspettarsi un turista durante questo periodo "caldo"...in tutti i sensi. Nessuno puo' negare che la sicurezza in Tunisia sia peggiorata, se confrontata con la "supersicurezza garantita" durante il regime, come accade in molti stati di polizia. Oggi e' un paese normale. Si sentono storie di furti, come un po' ovunque. Il "morto" di Sidi Bouzid (non la nota meta turistica di Sidi Bou Said) e' stato un caso alquanto isolato e comunque legato (senza per questo giustifarlo) ad una protesta assai importante. E' una localita' fuori o difficilmente inclusa nei circuiti turistici a circa 4 ore di strada da Tunisi. Ma il motivo piu' stimolante per venire in Tunisia e' che si respira la storia, un'effervescenza mai vista, un'esplosione di eventi culturali. Il fatto che nel mese di Agosto si festeggi il Ramadan, non puo' che esser un'altra opportunita' di scoperta per il viaggiatore. Se durante la giornata e' difficile trovare ristoranti aperti (a parte quelli degli hotel), la sera dopo la rottura del digiuno, l'intera Tunisia si riversa nelle strade per festeggiare, in un clima allegro e spumeggiante. Persino la medina di Tunisi (mai molto frequentata la sera durante l'anno), si "accende". E' un'esperienza unica. Un'altro grande vantaggio e' che le spiagge sono vuote (difficilmente occupate da chi digiuna e non puo' bere per tutta la giornata) e quindi si possono godere delle meraviglie della costa tunisina, lontano dalle calche estive tipiche di molte localita' balneari ItalianeA raccontare l'esperienza del Ramadan, e' anche Irene Panighetti, una delle lettrici del blog e del nostro libro. Irene voleva scoprire la nuova Tunisia e i misteriosi Italiani di Cartagine, per questo ci ha contattati poco prima di partire, senza tour operators ma all'avventura, con tanta voglia di conoscere. Passare il ramadan in un paese arabo è un’esperienza da fare - racconta Irene - E' molto interessante ed importante se ti interessa entrare e scoprire il paese che ti ospita. E se qualcuno lo sconsiglia non bisogna dargli retta. Non sono musulmana, né religiosa, anzi sono razionalista e materialista. Eppure è il mio terzo ramadan in un posto a maggioranza musulmana: i primi due sono stati in Palestina, in Tunisia è la prima volta. Ho scelto ilquesto come periodo per il mio viaggio perché la religione, che piaccia o meno, fa parte della storia e delle tradizioni di tutti i paesi. Così come il natale mi coinvolge, in quanto italiana, non solo dal punto di vista religioso ma anche sociale e economico. Sotto natale anch’io sento il clima, partecipo alle tradizioni. Così è bene vivere le tradizioni del ramadan, tra chi le sente dal punto di vista religioso, e chi le "subisce" come fenomeno sociale. Si vede la vita delle persone, quella quotidiana, dalla spesa per l’iftar, ai regali. E poi è interessante anche l’aspetto filosofico, per non dire teologico, dell’evento: i ragionamenti sul fatto che non deve essere vissuto come sacrificio ma come purificazione, condivisione, piacere perfino. Le osservazioni economico-sociali fanno scoprire come funzionano i meccanismi di psicologia sociale, dall’incetta di alcuni cibi nei supermercati, come la verdura, i latte o i datteri che servono per i momenti tradizionali della cena. Insomma, chi può scegliere visiti un paese musulmano durante il Ramadan e porti al ritorno l’esperienza e le osservazioni che possono essere uno strumento prezioso di comprensione, ma soprattutto di convivenza consapevole e serena con i musulmani che vivono in Italia, in Francia o in altri posti di tradizione cristiana". Senti il racconto di Irene, che parla anche dell'attualita' in Tunsia, clikkando su questo link
giovedì 4 agosto 2011
Elezioni in Tunisia a rischio?
Elezioni a rischio? Ancora presto per dire. La corsa contro il tempo per registrare la popolazione Tunisina per le prime elezioni post-rivoluzione, e' tutta in salita. Secondo Kamel Jendoubi, il presidente dell'Alta Istanza per le elezioni in data 2 agosto solo 2.276.000 cittadini erano iscritti sulle liste elettorali, cioe' 27 percento degli aventi diritto. Il posticipo della data limite al 14 agosto e' dunque d'obbligo. L'ambizione di Jenoubi e' di arrivare a 4 Milioni
, una cifra alquanto modesta se si pensa che sono crica 7,9 Milioni gli aventi diritto tra Tunisini che vivono in Tunisia e quelli che sono all'estero. Per accellerare le iscrizioni, il governo ha lanciato delle camionette mobili attive doprattutto dopo l'Iftar (la rottura del digiuno), quando la popolazione Tunisina si riversa nelle strade per i festeggiamenti e le passeggiate serali. La blogsfera sembra divisa, con una crescente anti-politica da un lato e un'attivismo sfrenato di chi mostra fieramente il simbolo rosso di chi si e gia iscritto, un simbolo che ormai invade i profili di facebook. La corsa contro il tempo continua
, una cifra alquanto modesta se si pensa che sono crica 7,9 Milioni gli aventi diritto tra Tunisini che vivono in Tunisia e quelli che sono all'estero. Per accellerare le iscrizioni, il governo ha lanciato delle camionette mobili attive doprattutto dopo l'Iftar (la rottura del digiuno), quando la popolazione Tunisina si riversa nelle strade per i festeggiamenti e le passeggiate serali. La blogsfera sembra divisa, con una crescente anti-politica da un lato e un'attivismo sfrenato di chi mostra fieramente il simbolo rosso di chi si e gia iscritto, un simbolo che ormai invade i profili di facebook. La corsa contro il tempo continua
domenica 31 luglio 2011
Primo Ramadan post-rivoluzione, degno del suo nome
Lunedi 1 Agosto sara' il primo giorno del mese di Ramadam dell'anno 1432, e' un Ramdan in piena effervescenza. Mese di digiuno, raccolta, preghiera e di carita' con il prossimo, ma anche di coesione sociale tra la i mussulmani, ha un sapore molto speciale. Paese in preda a gravi problemi di rilancio di una economia in gravi difficolta', nonche' rifugio di centinaia di migliaia di Libici in fuga dalla guerra, la Tunisia inizia questo mese all'insegna di una generosita' quasi disarmante. La mobilitazione della gente e' palpabile, come in questa immagine dell'affollata Carfour, dove all'uscita delle casse, prese da assalto per chi fa scorta per il mese, si raccoglie cibo per chi ha difficcolta' a sriempire anche una di quelle semplici ceste di vimini, dove generi di prima necessita' come pasta e zucchero, diventano sempre di piu' un lusso Lo spirito del Ramadan e' anche palpabile dalla magica convivenza di migliaia di libici che ormai si sono integrati al tessuto sociale del paese. Molti stanno finendo anche i soldi per pagari gli affitti delle case prese in fretta dopo la fuga dal proprio paese, altri rimangono ancora nelle loro case a Sud, ma e' proprio un piccolo evento che ci e' ccapitato a darci il significato di un momento speciale e di un popolo che ssta dando il meglio di se. Ieri pomeriggio perdiamo un cellulare. Non ce ne accorgiamo nemmeno quando veniamo inondati (su un altro telefono) di cchiamate di amici in tutto il mondo che dicono di aver parlato con un tale che cercava disperatamente di ritrovare il proprietario del cellulare, chiamando tutti i numeri sulla rubrica. Una volta intercettato ci incontriamo con un signore umile, guida un Pegeut sghangherato, che con grande dignita' dice "nella nostra religione, se trovo qualcosa che non e' mio, non lo posso di certo prendere", certo da qui a chiamare mezzomodno per trovare il proprietario.....tanto di cappello e grazie per la lezione. Ramadan Mabrouk a tutti
mercoledì 27 luglio 2011
Ritorno al "caos calmo" di Casa (Tunisia)
Dopo una breve vacanza in Italia, siamo tornati nella "nostra" Tunisia, felici a appassionati di essere i vostri occhi e orecchie della Tunisia di oggi, e tornare a scrivere. Ci portiamo dietro l'immagine di un Italia anch'essa in movimento, anche se ancora indecisa su come e se compiere la propria rivoluzione. Molti dei problemi dell'Italia che lasciamo alle spalle ricordano per molti aspetti quelli della Tunisia in ebollizione alla vigilia della rivoluzione: poverta' in crescita, disoccupazione giovanile, disparita' regionale, corruzione e concentrazione dei media. Utilizzandando questi stessi concetti durante una delle presentazioni del libro, ci e' stato chiesto "ma parlate di Tunisia o di Italia?". Abbiamo pero' ascoltato di storie di discontinuita nelle rivolte e nelle proteste. Gente che scende in piazza piu' perche' e' trendy, per farsi fotografare e esporsi su facebook che per convinzione, o altri che aspettano "che qualcun'altro faccia la rivoluzione", e molti che ci provano veramente, ma con grandi delusioni. Siamo lontani dagli eroi di Regueb e Kasserine che ci hanno lasciato la pelle, o coloro che per mesi si sono accampati per settimane davanti al palazzo del governo per ottenere l'epurazione totale del partito RCD (movimento della Kasbah). Siamo lontani da un movimento che coinvolge tutta la societa' e le categorie professionali come cio' che abbiamo visto e descritto nel libro. Ci ha colpito comunque il fascino dei nostri lettori, degli ascoltatori e giornalisti (ascolta intervista radio) sulla Tunisia in cambiamento. E in realta' la Tunisia che abbiamo ritrovato e' in ebollizione, un caos calmo, dove il ritorno all'apparente normalita' dopo lo scontro di Sidi Bousid e le proteste di un tentata Kasbah 3 di meta' luglio sembrano calmarsi. E' un caos calmo pero', dove la campagna elettorale corre a pieno ritmo, la gente si affretta a registrarsi per le prime elezioni libere, le paure degli islamisti e il deterioramento della sicurezza, che molti additano - tra teoria di cospirazione e ragionevoli considerazioni - alle possibili infiltrazione di Ben Ali nel tentativo di destabilizzare il paese e ripresentarsi presto con lo slogan a noi Italiani ben noto "si stava peggio come si stava peggio" che ricorda l'immagine di un caricaturista Algerino nella foto accanto. Tenete duro ragazze e ragazzi della Tunisia libera. Tutto il mondo (compresa l'Italia) ha gli occhi puntati su di voi!!!
sabato 16 luglio 2011
Miltanza femminista nel mondo arabo
Vi riportamo un articolo interessante dei nostri membri "onorari" degli Italiani di Cartagine cliccando qui
martedì 12 luglio 2011
Incontri
Il caldo di Luglio ed il traffico disordinato di Roma non hanno scoraggiato i partecipanti della presentazione del libro « Non Ho Più Paura. Tunisia. Diario di una rivoluzione » presso il centro culturale CLAC. L’associazione che ha organizzato l’evento si presenta come la sintesi di uno dei messaggi del libro stesso: Incontri. Una casetta in mezzo al verde di un parco e’ stato il teatro dell’incontro di molti « italiani di Cartagine ». I personaggi del libro (purtroppo non tutti) si sono conosciuti di persona in questa occasione. Personaggi incontrati e frequentati attraverso la rete, intervistati via Skype, finalmente con un volto, si sono riuniti attorno ad un tavolo, per parlare del libro anch’esso nato sul web ed ora materializzatosi. Nuovi volti si sono aggiunti, allargando le file della rete. Tra questi Igiaba Scego, presidente dell’associazione, somala cresciuta in Italia, scrittrice di incontri e realtà nel suo ultimissimo libro: La mia casa e’ dove sono , un titolo quando mai azzeccato per nomadi contemporanei come molti di noi, « portatori della propria casa sulle proprie spalle » come scrive Igiaba, ricordando un’espressione di sua madre sempre in movimento alla ricerca di pozzi d’acqua. Tra il pubblico c’erano molti tunisini, ognuno con un passato tutto da raccontare. Il dibattito e’ stato appassionante e si accende appena si tocca il tema dell’ immigrazione. « Perche’ i Tunisini sono venuti in Italia subito dopo la rivoluzione ? » si chiede uno dei giornalisti in sala – « Perche’ le difficolta’ economiche di alcune zone del paese, persistono - rispondiamo ». Una tunisina si anima e ricorda che in questi viaggi della diperazione si sono imbarcate persone che hanno partecipato alla rivoluzione non per il « pane » (diversamente a quanto hanno detto in molti) ma per la libertà, la dignita’. Ora però domandano un'opportunità (economica) che non puo’ essere creata o disponibile nell’immediato. « Vengono in Italia per cercare lavoro, per poter tornare con qualche soldo in più e contruire il proprio paese ». Sono frasi che ci toccano nel vivo. In fondo anche noi abbiamo abbandonato il nostro paese da oltre 10 anni in cerca di un’opportunità. Le aspirazioni di questa gente sono state le nostre. Ci sentiamo oggi piu’ vicini che mai ai tunisini presenti in sala che hanno fatto di Roma la propria casa. Come loro, ricordando cio’ che e’ stato conquistato pochi mesi fa, ci commuoviamo quando ascoltiamo il loro inno nazionale, ripercorriamo mentalmente le parole tradotte da internet, e poi sorridiamo consapevoli di essere legati da un comune percorso.
lunedì 4 luglio 2011
Il libro sulla rivoluzione tunisia fnalmente in libreria, incontrateci a Roma
Dopo tanta attesa, il primo libro di Italiani di Cartagine e' oggi in tutte le librerie d'Italia (...o almeno dovrebbe). Una prima presentazione e' prevista a Roma l'8 luglio, vedi invito su facebook al CLAC Villa De Santis, via Casilina 675 (Pigneto) ospiti dell’Associazione “Incontri di Civiltà”. Raccolta di testimonianze di blogger, artisti, avvocati, familiari di "martiri" della rivoluzione, uomini e donne comuni, ma anche racconti personali dei veri "Italiani di Cartagine", il libro racconta e ha l'ambizione di far rivivere le 30 gloriose giornate che hanno dato inizio alla "primavera araba", offrire delle possibili chiavi di lettura su come il gesto di un venditore ambulante abbia infiammato un popolo intero....e oltre. Parte del ricavato dalla vendita del libro verrà devoluto al progetto Colors che sostiene l’integrazione di bambini tunisini e di altre comunità di immigrati in Italia attraverso lo sport. Un grazie a tutti coloro che hanno contribuito a questa opera collettiva e una buona lettura!! Eccovi alcuni commenti che abbiamo ricevuto. Aggiungete i vostri
“Primissima narrazione made in Italy dei gloriosi trenta giorni che hanno inaugurato la pri¬mavera araba. Le pagine volano, una tira l'altra. Parlano donne, uomini, volti differenti per eta' e per esperienze, testimoni finora senza voce di una Storia compiutasi alla velocita' della comunicazione digitale che l'ha resa possibile. Da gustare” Francesca Paci, La Stampa
“Uno sguardo importante al ruolo di Facebook e di Twitter nella rivoluzione tunisina: più efficaci dei media tradizionali, usati per colmare il silenzio e infrangere la censura” Viviana Mazza, Corriere della Sera
“Una testimonianza documentata e partecipe, che conferma come ormai i social media non solo registrano per primi gli eventi, ma possono
anche determinarli.” Luciana Borsatti, Ansa
“Un genere letterario assolutamente unico: vita vera, nel racconto trasparente e appassionante di una realta' che e' gia' storia.” Paola Saluzzi, Sky
“La rivoluzione tunisina tra cronostoria e lessico famigliare. Il racconto intenso, accurato e vivo di due italiani a Cartagine.” Paola Zanuttini, La Repubblica
“Come la rivoluzione tunisina, questo racconto è corale, spontaneo, vitale e contagioso e offre un modello esemplare di rete umana” - Francesca Bellino, Il Mattino
Visitate la pagina facebook del libro per altri commenti e recenzioni e/o la pagina web ufficiale
“Primissima narrazione made in Italy dei gloriosi trenta giorni che hanno inaugurato la pri¬mavera araba. Le pagine volano, una tira l'altra. Parlano donne, uomini, volti differenti per eta' e per esperienze, testimoni finora senza voce di una Storia compiutasi alla velocita' della comunicazione digitale che l'ha resa possibile. Da gustare” Francesca Paci, La Stampa
“Uno sguardo importante al ruolo di Facebook e di Twitter nella rivoluzione tunisina: più efficaci dei media tradizionali, usati per colmare il silenzio e infrangere la censura” Viviana Mazza, Corriere della Sera
“Una testimonianza documentata e partecipe, che conferma come ormai i social media non solo registrano per primi gli eventi, ma possono
anche determinarli.” Luciana Borsatti, Ansa
“Un genere letterario assolutamente unico: vita vera, nel racconto trasparente e appassionante di una realta' che e' gia' storia.” Paola Saluzzi, Sky
“La rivoluzione tunisina tra cronostoria e lessico famigliare. Il racconto intenso, accurato e vivo di due italiani a Cartagine.” Paola Zanuttini, La Repubblica
“Come la rivoluzione tunisina, questo racconto è corale, spontaneo, vitale e contagioso e offre un modello esemplare di rete umana” - Francesca Bellino, Il Mattino
Visitate la pagina facebook del libro per altri commenti e recenzioni e/o la pagina web ufficiale
La complessita' Tunisina
Vi giriamo un post stupendo sulla complessita' della situazione attuale che sottoscriviamo in toto Canale di Sicilia. Bravo Giorgioguido e continua a scrivere!!
domenica 3 luglio 2011
Da Piazza Tahir ad Hammamet, quando il turismo incontra la storia
"Oggi in piazza Tahrir abbiamo visto gli scontri - ci scrivono alcuni italiani di Cartagine in visita in Egitto - qualche tenda in fiamme e molti sassi lanciati.
Ma erano pochi, ragazzi, a tratti violenti.
Quando arrivi al Cairo le persone ti dicono WELCOME to CAIRO; quando ti avvicini a Piazza Tarir ti dicono "stai lontano..."
E' una sensazione nuova, ci stanno dicendo "grazie di averci scelto, nonostante tutto, noi vi proteggiamo".
Il mercato oggi non aveva turisti stranieri ma l'atmosfera era serena. Gli odori delle spezie rimanevano invariate, come il sapore della spremuta di mango.
Bambini, adulti, colori... al Cairo la vita continua.
Nella costa tunisina gli hotel sembrano pieni durante il fine settimana. Sembra che nulla sia cambiato "Durante la settimana l'Hotel e' vuoto" - ci commenta uno dei camerieri dell'Africa Jade di Korba, una stupenda struttura presa d'assalto nelle stagioni passate da Italiani e oggi occupata prevalentemente da Tunisini e Libici soprattutto nei weekend, spesso accattivati dalle forti riduzioni.
Il turismo tunisino soffre delle "paure dell'occidente". "La gente pensa che sia pericoloso, a causa del conflitto il Libia, eppure Tripoli e' lontana" - commenta lucidamente un impiegato del centro di bellezza dell'Hotel.
Ma al di la' degli sconti, la cosa bella di viaggiare in Nord Africa sono gli incontri che si fanno. Non piu' e solo Italiani, ma tunisini, libici, egiziani, algerini....la possibilita' di ascoltare storie di chi ha vissuto e vive tuttora delle affascinanti pagine di storia.
Ma erano pochi, ragazzi, a tratti violenti.
Quando arrivi al Cairo le persone ti dicono WELCOME to CAIRO; quando ti avvicini a Piazza Tarir ti dicono "stai lontano..."
E' una sensazione nuova, ci stanno dicendo "grazie di averci scelto, nonostante tutto, noi vi proteggiamo".
Il mercato oggi non aveva turisti stranieri ma l'atmosfera era serena. Gli odori delle spezie rimanevano invariate, come il sapore della spremuta di mango.
Bambini, adulti, colori... al Cairo la vita continua.
Nella costa tunisina gli hotel sembrano pieni durante il fine settimana. Sembra che nulla sia cambiato "Durante la settimana l'Hotel e' vuoto" - ci commenta uno dei camerieri dell'Africa Jade di Korba, una stupenda struttura presa d'assalto nelle stagioni passate da Italiani e oggi occupata prevalentemente da Tunisini e Libici soprattutto nei weekend, spesso accattivati dalle forti riduzioni.
Il turismo tunisino soffre delle "paure dell'occidente". "La gente pensa che sia pericoloso, a causa del conflitto il Libia, eppure Tripoli e' lontana" - commenta lucidamente un impiegato del centro di bellezza dell'Hotel.
Ma al di la' degli sconti, la cosa bella di viaggiare in Nord Africa sono gli incontri che si fanno. Non piu' e solo Italiani, ma tunisini, libici, egiziani, algerini....la possibilita' di ascoltare storie di chi ha vissuto e vive tuttora delle affascinanti pagine di storia.
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