domenica 27 novembre 2011

Tunisia: Aggiornamento della settimana 20- 27 Novembre

Situazione politica L'Assemblea Costituente tunisino ha tenuto il suo primo giorno di lavoro Martedì 22 novembre e Ben Jaafar (segretario generale del Partito Ettakatol) è stato eletto Presidente dell'Assemblea. Un accordo tra i tre principali partiti è inoltre concluso, che prevede la nomina del Sig. Marzouki (CPR), come Presidente della Repubblica, e il Hamadi Jebali (Ennahda) come Primo Ministro. La negoziazioni sulle nomine dei ministri procederanno tutta la prossima settimana e si dovranno concludere il 2 Dicembre.

Situazione economica La Banca Centrale tunisina ha esaminato l'impatto della crisi del debito sovrano nei paesi dell'area dell'euro e il suo impatto negativo sulle relazioni economiche con la Tunisia. Ha notato, a questo proposito, la continua pressione sulle attività economiche, in particolare, il ritmo lento di crescita, il rallentamento delle esportazioni, il calo delle entrate turistiche e la contrazione sia degli investimenti nazionali ed esteri. Il Consiglio di Amministrazione della Banca centrale ha deciso di mantenere invariato il tasso di interesse della Banca Centrale di Tunisia e raccomanda di monitorare l'evoluzione della crisi finanziaria in Europa e il suo impatto sull'economia tunisina tanto più che diversi indicatori riflettono la fragilità della situazione economica in Tunisia.

Sicurezza A seguito delle violenze che si sono verificate nelle regioni di Gafsa e Kasserine, è stato dichiarato il coprifuoco per ambedue le regioni. Il coprifuoco rimane in vigore fino a nuovo ordine. A Gafsa questa decisione arriva dopo le violenze scoppiate nella notte da Mercoledì 23 a Giovedi contro stazioni di polizia e la guardia nazionale e le infrastrutture della Società fosfati di Gafsa, in segno di protesta contro i risultati dei concorsi detenute dalla società.

domenica 20 novembre 2011

Peccatrici arabe, Souad vs Aliaa

Riportiamo articolo interessante sulle recenti affermazioni di Souad Abderrahim, neoeletta di Ennhada e l'egiziana Aliia. Nel frattempo sul piano politico, si sta componendo i nuovo governo in Tunisia. Domani l'annuncio.

giovedì 10 novembre 2011

Berlusconi degage

So che questo titolo sembrera' per molti inapprorpiato, soprattutto su un blog sulla Tunisia. Eppure il filo che lega i due paesi e' quanto mai forte in questi giorni. Proprio qulche giorno fa in Tunisia si festeggiava il primo 7 Novembre (anniversario del colpo di stato di Ben Ali) senza il presidente tunisino. E' nella stessa settimana che Berlusconi, amico di Ben Ali e altri dittatori del Nord Africa, annuncia (o meglio fa annunciare) la sua partenza. Almeno il dittatore Tunisino aveva avuto il coraggio (o l'opportunismo) di offrire le proprie scuse alla nazione con il famoso discorso "vi ho ascotato" e che riportiamo per il ricordo e ...e la gioia di molti Come e' possibile che il nostro grande comunicatore, colui che piu' di ogni altro ha mostrato grandi capacita' di manipolazione della verita' e comunque di dialogo (anche se spesso unidirezionale), non abbia avuto il coraggio di lanciare un discorso alla nazione? E' forse l'esperienza del Nord Africa dove tali tentativi hanno fallito miseramente? O e' la pressione della gente e della rete che rende la sua partenza inelluttabile?, come questa piccola rete su facebook e tanti altri gruppi ben numerosi che comunquegia' da tempo indicano la via maestra del "Degage". Oltre ai paralleli con il famoso discorso di Ben Ali, vi riportiamo il video dei rivoltosi della Kasbah (la seconda rivoluzione Tunisina), che a gran coro inneggarono gia' nel mese di Marzo che Berlusconi doveva seguire la strada dell'appena decaduto Ben Ali Finiamo per dare un piccolo annuncio ai naviganti del web sugli ultimi aggiornamenti in Tunisia, dove si sta preparando un governo di grandi intese. Se sul fronte politico si prepara la transizione in un crima di calma, sul fronte economico la crisi si fa dura con il numero di disoccupati che oltrepassa i 700,000. A queste cifre si aggiungono oltre 1 milione di precari. Cifre che sembrerebbero limitate, se non si ricorda che la popolazione tunisia e' di solo 10 milioni di persone. Anche su questo fronte Italia e Tunisia appaiono quanto mai simili. Una volta liberatoci del nostro Ben Ali, e' su un grande fronte, quello dell'occupazione e precariato, che si giochera' la grande sfida

mercoledì 2 novembre 2011

I volti della costituente

Eccola la lista degli eletti per la costituente!!!. In tipico stile Tunisino, uno su due hanno un profile Facebook. Conosceteli attraverso questa pagina. Interessante la classifica dei partiti piu' presenti sul social networking.

martedì 1 novembre 2011

Tunisia: la quite dopo la tempesta

Non c'e' forse titolo migliore per definire l'atmosfera che si respira a Tunisisi, dopo la "tempesta" elettorale e gli acquazzoni di questi giorni. La pioggia di questi giorni sembra aver raffreddato gli animi di un post-elezioni che si annunciava molto piu' caldo e che si presenta oggi stranamente calmo. La Tunisia sembra pronta a voltare pagina e accettare i risultati di una tornata elettorale avvincente e piena di soprese. Mentre i vertici di Ennhada passano le giornate a consolidare un'immagine di partito moderno e moderato, molti intellettuali tunisini si chiedono che fine fara' il fronte democratico e secolare, che doveva contrapporsi ad Ennhada, e che si ritrova diviso tra chi come Marzouki e' pronto ad entrare nella coalizione di governo e chi come il PDP, annuncia di voler restare all'opposizione. E' una strategia di "Dividi e impera" da parte di Ennhada? o e' semplicemente la lezione di chi ha pagato gia' lo scotto politico di aver fatto i "patti col diavolo" nel primo governo di transizione dell'era post-Ben Ali, e preferisce esser all'opposizione? Sono riflessioni che a molti appaiono futili. In fondo il dado e' tratto e bisogna fare i patti con la nuova realta' con un unico partito che dominera' largamente la scena politica. Le uniche a mantenere alta la tensione sono le donne, preoccupate piu' che nessun altro di perdere i propri diritti. Dopo varie mobilitazioni nei giorni passati, domani (mercoledi) e' prevista una mobilitazione di donne alla Kasbha (il palazzo del governo), proprio in coincidenza delle convocazioni perla creazione del governo per passare la parola d'ordine: iscrivere i diritti delle donne nella nuova costituzione. Stay tuned e in attesa leggi questo bel articolo di Hele Beji.

domenica 30 ottobre 2011

Halloween e i spettri del passato....ma la festa continua

In questo fine settimana una buona parte della comunita' internazionale degli espatriati ha festeggiato a varie riprese la profana festa di Halloween. Il venerdi pomeriggio, presso la scuola americana di Tunisi, folle di bambini schiamazzavano vestiti da mostri, pipistrelli, streghe e quant'altro, ricorrendo le caramelle del famoso "trick and treat". Il Sabato e' stato il turno dell'ambasciata dove si e' continuato con il gioco delle immagini spettrali dove si mischia la paura innocente dei bambini e il sorriso dei grandi. Tracciare il parallelo con quello che e' successo qualche ora prima a Sidi Bousid dove il seguito all'annuncio dei risultati elettorali, folle impazzite hanno dato fuoco alle sedi governative e alla sede del partito Ennhada e' forse un azzardo. Eppure proprio di spettri e di streghe del passato si e' parlato. A detta di alcuni giornalisti che si trovavano sul posto nel momento degli incendi, questi sarebbero avvenuti qualche secondo dopo l'annuncio dei risultai, come se fosse stato tutto premeditato. Nessuno amerebbe vedere i propri voti annullati, ma sicuramente la reazione e' stata quanto mai forte. Chi c'era dietro gli scontri? A seconda di Ennhada e di molti osservatori, sarebbe stato l'RCD, in quello che oggi sulla Presse, si definiva l'ultimo spasmo degli orfani della dittatura. Tra gli spettri del passato non vi e' solo l'RCD, ma quella paura dell'Islam in tutte le sue forme, che ha dominato e distorto le "lenti di osservazione" di gran parte dell'occidente, pronta gia' a parlare di "inverno arabo", di dittature velate che si preparerebbero ad un avvento ineluttable, come denuncia questo bell'articolo. Come i bambini a fine serata, e' il caso di vincere le paure. Gli spettri del passato rimarranno sempre nel nostro immaginario, alcuni orfani della dittatura saranno sempre presenti e non mollerano facilmente, come ci sara' sempre chi continuera' a spingere la lotta fra civilta'. Ma per vincere dobbiamo resistere la tentazione di farsi prendere dalla paura. Come conclude l'articolo sulla Presse, il complotto e' fallito e la festa della democrazia continua. E per festeggiare aggiungiamo un video-show di Alessandro Rampazzo per ricordare la gloriosa giornalta del 23 ottobre.

venerdì 28 ottobre 2011

Riflessioni post elezioni

Riportiamo una serie di interessanti riflessioni

  • Analisi sui risultati e sulle nostre usuali paranoie occidentali
  • interessantissimo post su mediaoriente dove si aggiunge il ruolo delle elites Tunisine
  • e una prospettiva alquanto interessati dal poco ascoltato e profondo Sud da Tozeur
 Buona lettura in una notte di coprifuoco a Sidi Bousiz, ma tranquilla per lo piu' altrove.

Tunisia elezioni: I risultati...quasi

  • Ennahdha: 90 sièges  (41,47% )
  • CPR: 30 sièges  (13,82 %)
  • Ettakatol: 21 sièges (9,68 %)
  • Pétition populaire (Al Harida): 19 sièges  (8,76)
  • PDP: 17 sièges (7,83 %)
  • PDM: 5 sièges) (2,3 %)
  • Parti d'El Moubadara (l'initiative): 5 sièges  ( 2,3 %)
  • Afek Tounes: 4 sièges (1,84%)
  • El Badeel Etthaouri: 3 sièges (1,32 %)
  • UPL: 1 Siege
  • Mouvement des patriotes démocrates: 2 sièges
  • Autres: 20 sieges
Finalmente sono usciti i risultati, ma sono ancora contestati, con verifiche ed una promessa di annunciare i dati definitivi l'11 Novembre. La sorpresa della notte e' stata la squalifica di molti seggi di Al Harida, per vari motivi incluso per il fatto di aver messo un ex dirgente RCD come capofila nella circoscrizione Francia 2. In seguito all'annuncio e nella notte qualcuno ha dato fuoco all'ufficio di Ennhada a SidiBouzid (dove Al Harida avrebbe ottenuto molti seggi). ...l'atmsofera si riscalda

martedì 25 ottobre 2011

Proiezioni in Tunisia best links for real time reults -Update

While waiting for officil data, here are a couple of experiments from Tunisian web world and civil society

In attesa dei risultati ufficiali, condividiamo un paio di esperimenti della rete e del mondo delle associazioni di creare delle proiezioni ufficiose sulla base delle informazioni per ora rilevate. Ecco quelle del sito Fhimt.com (dall'arabo vi ho ascoltato....ricordate il discorso di Ben Ali il 13 gennaio?)

Check out the following link for updates and other charts

Potete fare anche voi la vostra mappa attraverso questa pagina excel popolata dai cittadini su questo Link interattivo e utile

Se usate un PC, F5 per aggiornare

La sorpresa di Hachmi El Hamdi riaccende il dibattiito

Ormai in Tunisia non si parla di altro. Mentre la stampa internazionale non parla altro dell'Islam al governo, la grande sopresa non e' piu' Ennhada, ma Hachmi El Hamdi, originario proprio della citta' di Sidi Bouzaid dove e' scoppiata la rivolta nel dicembre del 2010 che ha portato alla fine del regime di Ben Ali, e proprietario di una catena televisiva londinese El Mostaquella. La sua lista El Aridha avrebbe ottenuto 10 seggi (o oltre) soprattutto al sud e centro del paese, e proprio a Sidi Bousid sua roccaforte elettorale. Contro di lui si e' scatenata la rete e sono pronte accuse di violazioni della legge elettorale(e non sarebbe il solo) tra cui quella di aver fatto campagna elettorale dalla sua stazione televisiva Molti lo definiscono il nuovo Gheddafi, alcuno lo chiamano il nuovo Berlusconi. Lo accusano di esser stato prima islamista, poi pro-Ben Ali. Si e' gia' autoproclamato il nuovo Presidente, e potrebbe -temono in molti - esser l'ago della bilancia che assicurerebbe a Ennhada si avere la maggioranza assoluta. La vignetta di Z mostra il sentimento di molti Tunisini, soprattutto qui a Tunisi. Stay tuned

lunedì 24 ottobre 2011

Tunisia: La "doccia fredda" dei primi risultati....non per tutti

Arrivando in ufficio questa mattina mai ci saremmo aspettati una reazione simile. Una collega Algerino-Tunisina inchiodata allo schermo del computer guardando un video su youtube di una folla di esaltati che gridano Allah il grande, "queste immagini mi ricordano l'Algeria 20 anni fa" commenta. Un altra Tunisina che non riesce a trattenere le lacrime e mostra i suo disapputto in maniera sprezzante "non capisco come sia possibile che il grande popolo tunisino sia caduto cosi in basso". I commenti si riferiscono alla vittoria confermata dai primi scrituni dei Tunisini all'estero ormai certa anche in Tunisia del partito filo-islamico Ennhada. C'e' chi su Facebook addririttura oggi ha messo l' immagine della bandiera tunisina macchiata di nero, in segno di lutto. E' la borghesia tunisina che spesso parla, incredula nel sentirsi isolata, si sente una minoranza impaurita da tutto cio' che lo "spettro" dell'Islam ha sempre rappresentato e puo' rappresentare. Sono soprattutto le donne ad aver paura di perdere i propri diritti, anche se Ennhada ha affermato in piu' riprese di non volerli toccare. Un ironico twitter afferma "ora vi vado a bere un ultimo bicchiere prima che non si possa piu' fare". Eppure a molti appariva evidente, a nostro avviso per 4 ragioni principali (i) dopo 20 anni di repressione nei confronti dell'islam politico (e di fatto anche religioso), il movimento islamico non poteva che prendere forza (ii) in temi di crisi e di transizione, il valore religioso rappresenta in tutti i paesi un ancora forte (iii) Ennhada ha condotto una campagna elettorale assai aggressiva, giocando abilmente le carte dell'avvicinamento all'occidente, con gli occhi aperti a consiglieri anomali e spesso stranieri, come l'Italiano Giacomo Fiaschi, che ha aiutato a fare da ponte con il mondo politico e anche religioso italiano (iv) Ennhada ha disposto di risorse finanziare e di una mobilitazione sul territorio che nessun partito poteva eguagliare. Ma e' proprio parlando con la gente che si capisce che, a parte tutto, il partito di Gannouchi ha una forte presa sulla gente, anche qui nei quartieri ricchi della Tunisi bene. Molti lo vedono come l'unico partito che non e' mai venuto a patti con il regime, alcuno lo definiscono come il partito degli onesti (nostante alcuni trucchetti elettorali di cui abbiamo gia' parlato), altri ne ammirano la semplicita' dei messaggi politici. Quello che soprende e' il divario tra diverse realta' che coesistono: una borghesia imprigionata da cliche' e dalle paure di cui siamo stati anche noi vittime; la frammentazione delle forze politiche vittime di personalismi che hanno portato ad una moltipicazione di liste causando una inevitabile dispersione di voi; e le aspirazioni della gente comune: alla ricerca di valori come l'onesta, la ricerca di identita', la voglia di trovare una soluzione rapida ai propri problemi economici e sociali. In fondo la neonata democrazia tunisina paga ancora lo scotto della propria giovinezza. In pochi hanno di fatto affrontato i problemi economici con seri discussioni su programmi. E' cosi che il dibattito e' finito a vertere sui "valori" (gioco molto pericoloso come noi Italiani sappiamo bene) e la semplicita' dei messaggi ha vinto. In tutti i casi il vincitore oggi dovra' affrontare la crisi economica con le magre risorse dello stato tunisino e a tenere testa alle promesse elettorali. Oggi la Tunisia ha quanto mai bisogno di investitori e di consenso. Ennhada dovra' dunque costruire un'alleanza con altri partiti. Diversamente da quanto speculano molti, Ennhada non potra' avere piu' degli 80 seggi concessi (tetto massimo) sugli oltre 217 previsti e concessi da una legge elettorale. La Tunisia deve accettare qualsiasi risultato e costruire sulle lezioni di queste prime elezioni, affrontando i problemi reali. La societa' civile dovra' certamente esser vigile ma evitare le polarizzazioni degli ultimi giorni. (vedi foto). Come scriveva un blogger questa sera "Non credo che il 30% dei Tunisini siano degli estremisti, ma se li demonizziamo non facciamo che radicalizzarli". Ci piace concludere questo post (ma spero che il dibattito continui) con un altro bel twitt "Islamisti o no, l'immagine della Tunisia rimane e rimarra' quella della sua pluralita''". Voi che ne pensate?